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Rudolf Hess

Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita a fianco di uno degli uomini più grandi che il mio popolo abbia espresso nel corso della storia millenaria. Anche se lo potessi, non vorrei cancellare questo periodo della mia esistenza. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare agirei nello stesso modo: anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo. Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all'Onnipotente. E' a lui che debbo rendere conto e so che mi assolverà.

Léon Degrelle

L'uomo deve ridiventare, anzitutto, essere spirituale, teso verso tutto ciò che innalza e nobilita: se no, quantunque gradevole sia la decorazione, la vita risulta solo una mangiatoia, in cui ci si sazia e l'essenziale non esiste più.

Knut Hamsun

"Io non sono nessuno per parlare ad alta voce di Adolf Hitler. La sua vita e la sua opera non invitano ad una emozione sentimentale; perchè lui fu un guerriero in lotta per l'umanità; un apostolo del Vangelo del Diritto di tutti i popoli. Fu un riformatore del più alto rango. La sua fatalità storica lo portò ad agire in un'epoca di brutalità mai vista, della quale fu vittima. Così ogni europeo occidentale dovrà vedere Adolf Hitler. Noi, suoi seguaci, di contro, chiniamo il capo di fronte alla sua scomparsa"

Il Caduceo: simbolo ario di Individualizzazione


Tradotto da http://aryan-myth-and-metahistory.blogspot.com/2007/06/caduceus-symbol-of-aryan-individuation.html

Il caduceo, rappresentato come una staffa alata con due serpenti attorcigliati è associato al dio greco Hermes, il messaggero degli dei.

L’origine della staffa è descritta nella storia di Tiresia che trovò due serpenti che copulavano e cercò di dividerli con il suo bastone. Tiresia venne immediatamente trasformato in una donna e così rimase sino a che fu capace di ripetere l’atto sette anni dopo.
Questa staffa più tardi giunse in possesso del dio Hermes insieme ai suoi poteri trasformativi.

Questo simbolo viene anche trovato nell’immagine di Bafometto ed è il simbolo della trascendenza della singola anima divisa, unita alla sua anima gemella nell’unione divina, hieros gamos. Per spiegarlo in termini psicologici è il processo di individuazione nel quale l’animus diviene uno con la sua anima.

La staffa è stata paragonata alla colonna vertebrale umana ed i due serpenti alla femminina Ida ed al mascolino Pingala, due poli opposti e forze di energia nella sapienza aria.
Uno studio dei miti germanici e celtici e delle loro saghe è pieno di tali esempi dell’animus nella sua ricerca di integrazione con la sua anima; Siegfried e Brunhilde, Tristano e Isotta, Lohengrin ed Elsa essendo solamente alcuni dei più noti esempi della rappresentazione di animus e anima.

Le fiabe contengono esempi dell’eroe che trova una vergine imprigionata o dormiente dopo una lunga cerca ed il superamento di molte prove pericolose. L’esplorazione dell’interazione tra animus e anima fu una caratteristica ricorrente in molti dei dramma musicali di Wagner.

In termini sia spirituali che psicologici noi cerchiamo sia attivamente che istintivamente questa unione in vari modi ma per coloro che sono coscienti l’unione dev’essere cercata nell’integrazione delle due parti del cervello umano, l’emisfero sinistro, la mente conscia, l’emisfero destro, la mente inconscia.

Attraverso l’impiego di differenti tecniche spirituali e psicologiche gli individui possono raggiungere un grado di integrazione fra il conscio e l’inconscio, di conseguenza ottenere maestria sul proprio e sugli altri.

Questo è il compito del dio-uomo, recuperare lo stato psicologico e spirituale che già fu suo nell’Età dell’Oro primordiale. Le tecniche per il recupero di questo stato dell’essere sono di minore importanza e verranno discusse in futuri articoli su questo blog.

Una cosa è importante-la volontà di trascendere le nostre limitazioni individuali ed autoimposte, al fine di utilizzare la mente nel suo pieno potenziale.
Reintegrare i nostri anima e animus, il conscio con l’inconscio è l’obiettivo ed il passaggio obbligato per fini più elevati.

Sig heil, il saluto degli Arii

Tradotto da http://armanen.blogspot.com/2009/12/sig-heil-aryan-greeting.html

Fra gli antichi teutoni era norma salutare uno della propria stirpe con il termine ‘Heil!’ o ‘Hail!’. Invero non solamente i teutoni ma anche altre genti arie seguivano un costume simile. Spesso un saluto a braccio teso accompagnava l’augurio verbale.

‘Heil’ è da relazionare con la moderna parola inglese ‘whole’ come si dice di una persona ‘whole’, qualcuno cioè che è mentalmente, fisicamente e spiritualmente in equilibrio. Sebbene sia a conoscenza che questo costume fu politicizzato durante il Terzo Reich rimane nondimeno un uso antico fra la nostra gente.

Gli antichi anglosassoni usarono il termine ‘waes thu hae’ che fu poi contratto in ‘wassail’ e utilizzato inoltre come brindisi durante i loro banchetti. Esso è sopravvissuto sino ai nostri giorni.

Spesso altre parole erano collegate con ‘heil’ come ‘Sig’ [nel tedesco moderno 'Sieg' significante 'vittoria']- ‘Sig heil’ [Sieg heil!]. Sig è anche il nome di una runa armanista equivalente a ‘Sigel’ nel Futhorc anglosassone, ‘Sowulu’ o ‘Sowilo’ nel Futhark antico, ‘Sol’ nel Futhork scandinavo e ‘Sauil’ o ‘Sugil’ nelle rune gotiche.

La runa simboleggia vittoria, il potere del sole, la Divinità del Sole[Sol] o la “luce della coscienza”[Runelore, Edred Thorsson].
Significativamente lo swastika, il più sacro segno per la nostra gente consiste di 2 rune Sig, il Sole Nero[Schwarze Sonne] consiste di 12 di queste che potrebbero riferirsi ai 12 segni zodiacali.

Il gesto di saluto ario o Der Deutsche Gruss spesso accompagnava la formula verbale e ha similarità con la postura della runa armanista Ka/Kaun.
L’Yggdrasill o “albero del mondo” rappresenta nel suo senso più generale l’albero tribale ario, oltre il quale gli alberi tribali delle razze straniere sono visti come “alberi stranieri”. Il concetto runico “kaun”, “kunna” [vergine, es. nel nome Adelgunde] dimostra il principio femminino nel Tutto in un senso puramente sessuale.

La tribù, la razza, deve essere preservata in modo puro; non dovrebbe venire svilita dalle radici di un albero straniero. Se ciò nonostante dovesse accadere, in ogni caso, ciò sarebbe di poca utilità per “gli alberi stranieri”, perchè la loro “semenza straniera” crescerebbe per divenire il loro nemico rabbioso.
Quindi: “Il tuo sangue, il tuo bene più prezioso.”[Guido von List, Das Geheimnis der Runen]

La runa Ka o Kaun è in associazione col fuoco, specialmente con il fuoco della creazione ed è quindi concettualmente legata alla runa Sig.
Nell’eseguire l’asana di questa runa il praticante canalizza l’energia solare all’interno di sè stesso.

Al riguardo della runa Sig Guido von List afferma “Sal e sig!” sal-vezza e vittoria-[Heil und Sieg]. Questo millennario saluto ario e grido di battaglia si trova anche in forma differente nella ben conosciuta esclamazione ispirata: “alaf sal fena!” * Ciò è stato simboleggiato dall’undicesimo segno del futharkh come runa-sig[runa della vittoria]: “Lo spirito creativo deve conquistare!”

* Tutta la salvezza solare a colui che è conscio del potere! [capace di riprodurre]

[...]

Il Potere del Sole Nero