La degradazione della razza e del sangue è il peccato mortale di questo mondo e la fine dell’umanità che vi si abbandoni.

Youtube


Rudolf Hess

Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita a fianco di uno degli uomini più grandi che il mio popolo abbia espresso nel corso della storia millenaria. Anche se lo potessi, non vorrei cancellare questo periodo della mia esistenza. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare agirei nello stesso modo: anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo. Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all'Onnipotente. E' a lui che debbo rendere conto e so che mi assolverà.

Joseph Goebbels

"La grande fortuna del movimento nazionalsociaista deriva dal fatto che si è stabilita in esso un'autorità suprema, ferma e incrollabile, incarnata nella persona di Adolf Hitler. Questo assicura al Partito in tutte e sue decisioni politiche, spesso d'immensa gravità, un sostegno sicuro ed una forte coesione. All'interno della comunità nazionalsocialista, la fede nel Führer è penetrata - potremmo dire - di una misteriosa ed enigmatica mistica. Al di fuori del valore puramente psicologico che tale fatto rappresenta, esso dà al Partito una forza ed una sicurezza politica tanto formidabili da elevarlo effettivamente al disopra di tutti i gruppi e le associazioni politiche."

Léon Degrelle

Hitler era il genio portatore di una nuova concezione dell'uomo: non solo il realizzatore di un complesso di riforme nei limiti di una determinata nazione e secondo gli schemi di un gretto nazionalismo! Per impedire che un soffio immenso di vita nuova spazzasse via un passato ammuffito e dei regimi rancii, demòcrati e plutocrati si gettarono alla gola di Hitler, decisi a strangolarlo. Eppure è stato lui, Hitler, ad avere ragione. Gli strangolatori hanno vinto nel 1945. Per giungere a quale risultato?

Knut Hamsun

"Io non sono nessuno per parlare ad alta voce di Adolf Hitler. La sua vita e la sua opera non invitano ad una emozione sentimentale; perchè lui fu un guerriero in lotta per l'umanità; un apostolo del Vangelo del Diritto di tutti i popoli. Fu un riformatore del più alto rango. La sua fatalità storica lo portò ad agire in un'epoca di brutalità mai vista, della quale fu vittima. Così ogni europeo occidentale dovrà vedere Adolf Hitler. Noi, suoi seguaci, di contro, chiniamo il capo di fronte alla sua scomparsa"

Savitri Devi

"Senza dubbio la religione nazionalsocialista che si basa sulla verità ed è antica come il Sole, non potrá mai estinguersi. Vivo o morto, Adolf Hitler mai potrà morire. E prima o dopo il suo spirito dovrà trionfare."

Miguel Serrano

"Inviarono Adolf Hitler, l’Ultimo Avatâra, per risvegliare gli eroi addormentati, spezzare le loro catene e disfare l’incantesimo del Demiurgo, potendo affrontarlo nel combattimento decisivo, prima dell’entrata nell’Età dell’Acquario. E impedire che anche in questa Era una nuova trappola del Nemico chiudesse le porte al trionfo e alla liberazione. Adolf Hitler smascherò il Nemico una volta per sempre. Recuperò per la razza bianca le sue radici ariane, i suoi fondamenti iperborei, dando all’eroe e al guerriero l’opportunità di continuare la lotta. Ristabilì la disuguaglianza degli uomini e del sangue, facendo sentire nuovamente all’ariano la divinità delle sue origini. All’inizio dell’Era dell’Acquario, Hitler ha reso possibile la Resurrezione dell’Eroe."

David Myatt

Adolf Hitler ed il suo Nazionalsocialismo non sono ciò che i suoi nemici hanno fatto sembrare. La verità circa Adolf Hitler ed il suo Nazionalsocialismo è stata oscurata e soppressa per oltre cinquanta anni. Io sò che il Nazionalsocialismo rappresenta qualcosa di nobile e buono. Io sò che il Nazionalsocialismo è un movimento per la libertà e l’onore Ariano e contrario alla tirannia politicamente corretta ed anti Ariana del presente.

NS Kultur

Wandalen

geiserich

Re Geiserich

La Sardegna al centro del Mediterraneo è stata per secoli sede di guerre determinanti per il futuro dell’Isola e della stessa Europa. Vi è un appellativo “moderno”, che si da a persone ingiustificatamente lesive e distruttive soprattutto verso cose: Vandalo.

Chi erano i Wandalen? Questo Popolo Germanico che solca terre e mari d’Europa in cerca di un Reich. Originari della Scandinavia discendono i territori attualmente polacchi per stabilirsi, spinti da altre tribù, nella boemia sottomettendo popolazioni celtiche.

Marco Aurelio li sconfigge insieme ai Marcomanni. E’ nel primissimo V secolo che si spostano verso la gallia, e con gli Alani e gli Svevi prendono possesso della Penisola Iberica, spartendosela. L’estremo sud della Spagna prende il nome di Vandalusia (o I Romani aizzano così i loro fratelli di famiglia Gotica, non riuscendo da soli a sconfiggerli, saranno i Goti d’occidente: i Visigoti.

Così l’allora Re Geiserich (Genserico), re dei Vandali e degli Alani, nel 428 conquista Siviglia e si sposta verso il nord africa con circa 100000 persone del suo popolo, di cui almeno 80000 donne e bambini. Prende possesso di Cartagine, e arriva ad avere intorno alla metà del V secolo la più potente flotta mediterranea, tanto da constringere l’allora imperatore Valentiniano III a riconoscere il regno vandalo, comprendente allora le coste spagnole, nord africane e siciliane.

Il giorno più Grande per Re Geiserich sarà il 2 Giugno 455, quando, una volta morto Valentiniano III si trova ad avere mano libera nel Tirreno, potendo così giungere a Roma, saccheggiata per due settimane, i Vandali avranno come bottini più importanti la vedova dell’ex imperatore e i Tesori del Tempio di Gerusalemme.

Le loro navi fecero di nuovo rotta verso occidente, li si aprono le coste orientali di Sardegna e Corsica. Le coste delle due Isole saranno per tutto il Secolo Vandalo, le sedi più sicure e importanti del Regno. Mentre in Nord Africa continuano le guerriglie contro popoli semiti, guerriglie militari e religiose: I Vandali erano un popolo convertito alla fede cosidetta “ariana” e infatti l’antegermanesimo storico prende pone le sue radici in quel periodo, quando il futuro Sant’Agostino vede perdere il suo potere da quelle genti che lui definirà giustamente “un’umanità diversa”.

Inutile dire che Geiserich aveva cose più importanti a cui pensare di qualche frustrato meticcio, e se avesse voluto avrebbe posto le loro teste su delle picche, limitandosi invece a confinarli, compreso il lenone Agostino (o ex lenone..) nella regione del Sulcis della Sardegna: i maureddini (mauritani) che non arriveranno mai a una vera fusione con il resto dei Sardi, tant’è che tutt’oggi sono definiti, per via della loro endogamia, come Maureddini, e comprendono loro tradizioni e ritualità di origine africana.

I Vandali erano dunque “eretici”, dai tempi di Wulfila, che fu il primo traduttore della bibbia in lingua non mediterranea. Wulfila operò per almeno sessant’anni in quella regione oltre balcanica, da cui discesero i popoli Goti. Egli forma la lingua Gotica, lingua oggi scomparsa, formata da antico germanico, elementi di greco, latino, egiziano. Alcune tracce del gotico restano nel tedesco moderno.

E’ presumibile che agli inizi del regno non si prese molto in considerazione la Sardegna, e che il luogo fu via via mantenuto con una sempre maggiore presenza militare solo dopo i primi decenni, soprattutto nel campidano di Karalis (Cagliari), in cui numerosi sono i ritrovamenti archeologici (e non si escludono anche varie origini toponomastiche legate a sepolture vandale, oltre che vere e proprie colonie come l’attuale Arzana ecc..).

Interessante episodio, che denota quale importanza la Sardegna deve aver assunto per i Vandali è l’ammutinamento di Goda, allora governatore della Sardegna, che si autoproclama Re di Sardegna, forte del consenso delle sue truppe, evidentemente radicate nel territorio, che richiama l’alleanza di Giustiniano da Bisanzio, nel 533, che invia in suo soccorso un corpo di spedizione Bizantino.

Così l’allora Re del Reich Vandalo, Gelimero, impegnato in una rivolta in Tripolitania invia il suo fratello Tata con un contingente di circa 6000 uomini per fare vendetta sul traditimento, prendendo subito Cagliari e giustiziando Goda. La resistenza Vandala in Sardegna dura ancora un anno, fino a che a Cagliari, le truppe Wandale si arrendono a Belisario che mostra loro la testa di Gelimero.

Intanto le popolazioni barbaricine, sotto Ospitone, il loro Duca, che restò sempre in buoni rapporti con i Vandali, cosa che ne spiega anche una certa penetrazione genetica, viene esortato dal Papa a lasciar convertire al cristianesimo le popolazioni interne dell’Isola. Nel 599 le coste campidanesi, galluresi, oristanesi, vengono come in precedenza dai Vandali, prese di mira dai Longobardi, che troveranno però maggiore fortuna in Corsica.

Ciò che segue è un periodo di silezione per la sardegna, terrorizzata nei porti dalle scorrie Arabe, di fronte alle quali i Bizantini si trovano impotenti. Nonostante ciò non vi fu mai alcun stanziamento arabo nell’isola.

I meriti del Re Geiserich non furono di certo limitati: diede un ordine e organizzazione a regioni come la Sardegna che in quel momento si trovavano in una semianarchia anche tramite codici legislativi, stabilendo un’aristocrazia ferrea nel suo regno.

E’ indubbio che qualche secolo dopo sia stata questa aristocrazia di origine vandala a uniformare la Sardegna sotto il controllo dei Giudicati, regni semi indipendenti, in periodo Bizantino, dato che gli stessii bizantini in periodo post-vandalo non hanno una presenza bizantina nelle coste che sia in grado di proteggere la sardegna dai saccheggi Arabi.

Aristocrazia, che non più conscia della sua origine avrà nel Giudicato di Arborea (costa occidentale) la sua creazione più fiorente, con il famoso Codice del Giudice Mariano, e il più famosa di sua figlia Eleonora d’Arborea. E sarà così che l’Albero degli Arborea, simbolo squisitamente germanico ed estraneo alla tradizione bizantina resta simbolo di Indipendenza e consapevolezza Nazionale Sarda.

Sarà riconducibile a questo che i Vandali erano chiamati dai Bizantini come “Vandali-Sardones”? O sarà solo un riferimento ai “sardones” di cui parla Cesare, popolo stanziato nel nord della Gallia? Di certo molto è andato perso, in termini di documenti, testimonianze culturali ecc..riguardo ai Vandali. Il più antico testo di letteratura germanica, il Canto di Ildebrando, accenna a loro, e definisce il Mediterraneo “Mare Vandalo”.

Possiamo però immaginare l’odio che si attirarono da parte dei Bizantini, dato che i casus belli dei loro conflitti erano di origine religiosa. Infatti i popoli di “eresia ariana” non cancellarono mai del tutto le loro primordiali tradizioni, non rigettarono le tradizioni dei loro padri, dato che non subirono la conversione con la spada e con il fuoco e questo permise una certa conservazione arcaico-germanica nella cultura Gotica in generale, di cui le principali testimonianze subirono la distruzione Bizantina.

In particolare, il Popolo Vandalo, fu il più osteggiato. Possiamo solo immaginare ciò che può essere andato perduto da parte vandala dopo la caduta del Regno. Dovrebbe essere attività di studi più approfonditi gli influssi culturali, conseguenti a quelli genetici, che si sono avuti da parte Vandala in Sardegna. “

Il Codice d’onore Barbaricino” ha nel suo stile qualcosa di totalmente estraneo a una psicologia mediterranea, e lo stesso bandito sardo ha assunto non raramente il ruolo, quasi mistico, di ribelle a un ordine non riconosciuto, un’individualistica sete di libertà, nelle decisioni di vita o di morte, tanto da mostrare in uno stile d’onore interno e una forma fisica esterna quella di un vero Vandalo. Anche se, non raramente ciò ha deviato in episodi tutt’altro che onorevole, ma anche questo è un argomento da approfondire a se.

Re Geiserich è stato sicuramente il re più degno dei Vandali, nessuno dei suoi successori ne fu all’altezza. Wandalen, conosciuti anche come Winnilen, significa “abitanti delle coste”, destino genetico che li renderà sempre temuti navigatori, ma quasi un triste destino incombe su questa genia, costretta a ritagliarsi uno spazio nel mezzo della rinascita germanica nel mediterraneo, e la Sardegna al centro della loro ricerca, come di una Terra Promessa, in cui sembra ovvio che trovassero anche un clima atmosferico molto più adatto a loro che non quello nordafricano, e giocati dal Fato, circondati da nemici vedono cadere il loro sogno di gloria, tolleranti per natura sottovalutano l’incombenza di rivolte di pseudo-popoli schiavi, su cui Bisanzio faceva leva.

1300 anni dopo un tale Joerg Von Liebenfels, teologo affermato dell’Austria-Ungheria, studioso tra l’altro della vita e delle opere di Wulfila e dell’ “eresia ariana”, pronostica per le nazioni che sono stati teatro delle vicende della famiglia Gotica un radioso futuro di rivolta etnica. E secondo il monaco di Werfenstein queste sarebbero state: l’Ungheria, l’Italia e la Spagna.

Re Geiserich morì il 25 Gennaio 577, all’età di 87 anni. La sua sepoltura rimane sconosciuta, possa ovunque si trovi riposare in pace.


vandel

Vi potrebbe interessare anche:

Leave a Reply

  

  

  


*

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Spam Protection by WP-SpamFree