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Rudolf Hess

Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita a fianco di uno degli uomini più grandi che il mio popolo abbia espresso nel corso della storia millenaria. Anche se lo potessi, non vorrei cancellare questo periodo della mia esistenza. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare agirei nello stesso modo: anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo. Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all'Onnipotente. E' a lui che debbo rendere conto e so che mi assolverà.

Joseph Goebbels

"La grande fortuna del movimento nazionalsociaista deriva dal fatto che si è stabilita in esso un'autorità suprema, ferma e incrollabile, incarnata nella persona di Adolf Hitler. Questo assicura al Partito in tutte e sue decisioni politiche, spesso d'immensa gravità, un sostegno sicuro ed una forte coesione. All'interno della comunità nazionalsocialista, la fede nel Führer è penetrata - potremmo dire - di una misteriosa ed enigmatica mistica. Al di fuori del valore puramente psicologico che tale fatto rappresenta, esso dà al Partito una forza ed una sicurezza politica tanto formidabili da elevarlo effettivamente al disopra di tutti i gruppi e le associazioni politiche."

Léon Degrelle

Hitler era il genio portatore di una nuova concezione dell'uomo: non solo il realizzatore di un complesso di riforme nei limiti di una determinata nazione e secondo gli schemi di un gretto nazionalismo! Per impedire che un soffio immenso di vita nuova spazzasse via un passato ammuffito e dei regimi rancii, demòcrati e plutocrati si gettarono alla gola di Hitler, decisi a strangolarlo. Eppure è stato lui, Hitler, ad avere ragione. Gli strangolatori hanno vinto nel 1945. Per giungere a quale risultato?

Il Caduceo: simbolo ario di Individualizzazione


Tradotto da http://aryan-myth-and-metahistory.blogspot.com/2007/06/caduceus-symbol-of-aryan-individuation.html

Il caduceo, rappresentato come una staffa alata con due serpenti attorcigliati è associato al dio greco Hermes, il messaggero degli dei.

L’origine della staffa è descritta nella storia di Tiresia che trovò due serpenti che copulavano e cercò di dividerli con il suo bastone. Tiresia venne immediatamente trasformato in una donna e così rimase sino a che fu capace di ripetere l’atto sette anni dopo.
Questa staffa più tardi giunse in possesso del dio Hermes insieme ai suoi poteri trasformativi.

Questo simbolo viene anche trovato nell’immagine di Bafometto ed è il simbolo della trascendenza della singola anima divisa, unita alla sua anima gemella nell’unione divina, hieros gamos. Per spiegarlo in termini psicologici è il processo di individuazione nel quale l’animus diviene uno con la sua anima.

La staffa è stata paragonata alla colonna vertebrale umana ed i due serpenti alla femminina Ida ed al mascolino Pingala, due poli opposti e forze di energia nella sapienza aria.
Uno studio dei miti germanici e celtici e delle loro saghe è pieno di tali esempi dell’animus nella sua ricerca di integrazione con la sua anima; Siegfried e Brunhilde, Tristano e Isotta, Lohengrin ed Elsa essendo solamente alcuni dei più noti esempi della rappresentazione di animus e anima.

Le fiabe contengono esempi dell’eroe che trova una vergine imprigionata o dormiente dopo una lunga cerca ed il superamento di molte prove pericolose. L’esplorazione dell’interazione tra animus e anima fu una caratteristica ricorrente in molti dei dramma musicali di Wagner.

In termini sia spirituali che psicologici noi cerchiamo sia attivamente che istintivamente questa unione in vari modi ma per coloro che sono coscienti l’unione dev’essere cercata nell’integrazione delle due parti del cervello umano, l’emisfero sinistro, la mente conscia, l’emisfero destro, la mente inconscia.

Attraverso l’impiego di differenti tecniche spirituali e psicologiche gli individui possono raggiungere un grado di integrazione fra il conscio e l’inconscio, di conseguenza ottenere maestria sul proprio e sugli altri.

Questo è il compito del dio-uomo, recuperare lo stato psicologico e spirituale che già fu suo nell’Età dell’Oro primordiale. Le tecniche per il recupero di questo stato dell’essere sono di minore importanza e verranno discusse in futuri articoli su questo blog.

Una cosa è importante-la volontà di trascendere le nostre limitazioni individuali ed autoimposte, al fine di utilizzare la mente nel suo pieno potenziale.
Reintegrare i nostri anima e animus, il conscio con l’inconscio è l’obiettivo ed il passaggio obbligato per fini più elevati.

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