Rudolf Hess
Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita a fianco di uno degli uomini più grandi che il mio popolo abbia espresso nel corso della storia millenaria. Anche se lo potessi, non vorrei cancellare questo periodo della mia esistenza. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare agirei nello stesso modo: anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo. Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all'Onnipotente. E' a lui che debbo rendere conto e so che mi assolverà.
Joseph Goebbels
"La grande fortuna del movimento nazionalsociaista deriva dal fatto che si è stabilita in esso un'autorità suprema, ferma e incrollabile, incarnata nella persona di Adolf Hitler. Questo assicura al Partito in tutte e sue decisioni politiche, spesso d'immensa gravità, un sostegno sicuro ed una forte coesione. All'interno della comunità nazionalsocialista, la fede nel Führer è penetrata - potremmo dire - di una misteriosa ed enigmatica mistica. Al di fuori del valore puramente psicologico che tale fatto rappresenta, esso dà al Partito una forza ed una sicurezza politica tanto formidabili da elevarlo effettivamente al disopra di tutti i gruppi e le associazioni politiche."
Léon Degrelle
Hitler era il genio portatore di una nuova concezione dell'uomo: non solo il realizzatore di un complesso di riforme nei limiti di una determinata nazione e secondo gli schemi di un gretto nazionalismo!
Per impedire che un soffio immenso di vita nuova spazzasse via un passato ammuffito e dei regimi rancii, demòcrati e plutocrati si gettarono alla gola di Hitler, decisi a strangolarlo.
Eppure è stato lui, Hitler, ad avere ragione.
Gli strangolatori hanno vinto nel 1945.
Per giungere a quale risultato?
Knut Hamsun
"Io non sono nessuno per parlare ad alta voce di Adolf Hitler. La sua vita e la sua opera non invitano ad una emozione sentimentale; perchè lui fu un guerriero in lotta per l'umanità; un apostolo del Vangelo del Diritto di tutti i popoli. Fu un riformatore del più alto rango. La sua fatalità storica lo portò ad agire in un'epoca di brutalità mai vista, della quale fu vittima. Così ogni europeo occidentale dovrà vedere Adolf Hitler. Noi, suoi seguaci, di contro, chiniamo il capo di fronte alla sua scomparsa"
Savitri Devi
"Senza dubbio la religione nazionalsocialista che si basa sulla verità ed è antica come il Sole, non potrá mai estinguersi. Vivo o morto, Adolf Hitler mai potrà morire.
E prima o dopo il suo spirito dovrà trionfare."
Miguel Serrano
"Inviarono Adolf Hitler, l’Ultimo Avatâra, per risvegliare gli eroi addormentati, spezzare le loro catene e disfare l’incantesimo del Demiurgo, potendo affrontarlo nel combattimento decisivo, prima dell’entrata nell’Età dell’Acquario. E impedire che anche in questa Era una nuova trappola del Nemico chiudesse le porte al trionfo e alla liberazione.
Adolf Hitler smascherò il Nemico una volta per sempre. Recuperò per la razza bianca le sue radici
ariane, i suoi fondamenti iperborei, dando all’eroe e al guerriero l’opportunità di continuare la lotta. Ristabilì la disuguaglianza degli uomini e del sangue, facendo sentire nuovamente all’ariano la divinità delle sue origini.
All’inizio dell’Era dell’Acquario, Hitler ha reso possibile la Resurrezione dell’Eroe."
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[Testo tradotto da "La Orden SS" di Edwige Thibaut]
Ditelo a tutti. Che ciascuno lo dica a se stesso nel più profondo del suo cuore ogni istante: Quando sono debole il mio popolo è debole. Quando sono ipocrita, il mio popolo è ipocrita. Quando vacillo, il mio popolo vacilla. Quando abbandono il mio popolo, abbandono me stesso. Quando mi oppongo al mio popolo, mi oppongo a me stesso. Perdere il coraggio e lo spirito d’iniziativa, significa perdere la vita, significa tradire il proprio padre e la propria madre, i propri figli ed i propri nipoti. Non vi è che un mezzo contro la guerra: la guerra! contro le armi: le armi!
Contro la bravura del nemico: la propria bravura! e contro la disgrazia: lo spirito di sacrificio. Contro l’odio del mondo l’unico aiuto è l’amore del nostro popolo, disposto ad ogni sacrificio. La mancanza di coraggio divora ogni cosa intorno a sè, come la marcescenza, al modo in cui tra i frutti una mela corrompe tutte le altre. Ciò che tu ti permetti il tuo vicino anche se lo permette. Per quanto tu inganni, egli fa altrettanto. Se fai del pettegolezzo egli lo farà nei tuoi contronti e allorchè uno di noi tradisce, in verità tradisce se stesso.
Noi ci appelliamo alla giustizia. Però bisogna anche meritarsi il nostro destino. Colui che è indegno raccoglie indegnità, colui che è cameratesco, la forza, i migliori, il meglio. E perfino quando gli dei rifiutano il loro aiuto, l’uomo integro ottiene ciononostante,la loro benedizione. L’intera vita è pericolosa. Non si muore solamente davanti al fuoco. Ogni madre rischia la propria vita per il sangue di suo figlio, perpetuando così il suo popolo. Per preservare la vita, tutti rischiano la propria esistenza, alcuni per se stessi, la propria fame, la propria necessità, altri per molti ed uno per tutti: l’eroe sul campo di battaglia.
Dona la propria vita a tutti gli altri. Vive in loro. Grazie alla sua morte, gli allori eterni coronano il suo sogno e la Patria sopravvive. Ciò che è accaduto, continua attivamente, tanto il bene come il male. Che nessuno giunga a credere di poter dissimulare qualcosa, e compiere segretamente il male. Ciò che è sano porta ciò che è sano, cio che è marcio, la putrefazione. Nulla può tradirci…salvo la nostra stessa bocca. Nulla può farci smarrire…salvo il nostro stesso cuore. Niente può ferirci…salvo la nostra stessa mano. Nulla può liberarci…se non noi stessi.

Premessa
Il seguente saggio di Steve Anthonijsz, tradotto dall’inglese, incentrato sull’interpretazione del Sonnenrad di Wewelsburg è il primo intervento che dedichiamo su Corrente 88 allo studio e approfondimento del concetto di Schwarzesonne. L’autore adopera una chiave di lettura basata sulle rune e giunge a conclusioni assai interessanti. D’altra parte non rinuncia ad inserire, degradando così la sua disamina altrimenti inspirata, la solita tirata anti-nazionalsocialista e politicamente corretta. Le illazioni che di sfuggita egli fa, riguardanti le strane teorie su Atlantide ed il linguaggio chiamato Vril, forse appartengono più ai calderoni della letteratura di serie b sull’occultismo che alla dottrina esoterica integrale delle SS. Il concetto di Sole Nero d’altra parte non si esaurisce con una delle sue rappresentazioni simboliche ma va molto oltre. Il primo approccio è necessariamente di natura ideografica e, in questo senso le Rune tornano ancora una volta ad aprirci la strada verso la comprensione.
* * *
Die Schwarze Sonne
Di Steve Anthonijsz
Ho visto un certo numero di saggi composti dai moderni praticanti runici discutere il geroglifo dello Schwarzesonne o Sole Nero. Vi é peró un problema di non poco conto in tutte queste interpretazioni: queste sono state basate sul cosiddetto Elder Fuþark (Futhark antico) a dispetto del fatto che gli ideatori di questo simbolo basarono le loro concezioni sul Futharkh armanista.
L’Armanen Futharkh é stato l’unico sistema runico disponibile per la maggioranza dei tedeschi durante la prima metá del ventesimo secolo. Alcuni antiquari e studiosi erano a conoscenza di altre serie runiche, ma poco o niente fu fatto con queste dato che semplicemente non vi erano informazioni a quel tempo. Qualcuno mai tenterebbe uno studio sull’iscrizione della pietra di Kylver utilizzando il Fuþorc di Northumbria? Certamente no dato che questa iscrizione fu incisa con il Fuþark gotico.
Sarebbe forse saggio cercare di rinvenire significati piú profondi nei galdrastafir islandesi utilizzando la “Serie sacra” del Prof. Hermann Wirth o forse le rune del Re Wladamar a dispetto del fatto che sappiamo che tali segni erano basati sul Fuþork nordico? Se é cosí allora perché non dovremmo indagare un simbolo quale lo Schwarzesonne usando l’Armanen Futharkh sul quale la sua interpretazione era basata?
Questa breve analisi é un tentativo di reimpostare la questione suddetta. Tutte le intepretazioni delle rune in questo trattato sono prese da Runen=Magie di Siegfried Adolf Kummer, scritto nel 1933 (traduzione in inglese di Edred Thorsson come Rune-Magic, 1993). Kummer non fu solo un runosofo tedesco (che visse a Dresda negli anni precedenti alla II Guerra Mondiale e fondó nel 1927 la sua scuola Runa) contemporaneo alle interpretazioni nate al Castello di Wewelsburg discusse piú sotto ma fu indiscutibilmente uno dei piú grandi runenmeisteren (in tedesco nel testo ndT) ad aver mai lavorato con il sistema armanista.
Per gli Irministi lo Schwarzesonne é un simbolo molto importante. Per altri pagani sembra esserne uno che porta un qualche significato ma viene generalmente considerato piuttosto vago e oscuro. Che cosa sappiamo realmente riguardo i segreti dello Schwarzesonne? Questo simbolo puó essere rintracciato andando indietro nelle nebbie della storia umana, come una rappresentazione di una eclissi solare.
Questa avviene quando Mâno si sposta direttamente tra Sunna e Midgard, causando un breve periodo di oscuritá. Questa esperienza é stata, nelle varie mitologie del mondo, associata sia con la fine del mondo e/o qualche drastico cambiamento (come una nuova rivelazione) in avvicinamento. Il fatto che l’apparizione dell’oscuritá che conquista la luce possa avere profonde implicazioni mitologiche non dovrebbe sorprenderci!
La piú familiare immagine del Sole Nero apparí per la prima volta sul pavimento del Castello di Wewelsburg in Westfalia prima che la costruzione passasse sotto il controllo delle Schutzstaffel (SS) prima della Seconda Guerra mondiale. Sebbene alcuni degli occupanti SS che lavoravano con le rune continuarono ad adoperare il sistema armanista, la maggioranza giunse a dare preferenza al sistema runico favorito da Karl Maria Wiligut.
Wiligut, incidentalmente, fu uno degli individui chiave coinvolti nella scelta di Wewelsburg per gli usi delle SS. A causa della reinterpretazione attraverso la serie runica teutonica di Wiligut e abbellimenti posteriori fatti dai leaders del partito, l’intepretazione di questo simbolo come adoperato dai nazisti si mostró in una certa misura differente dall’intenzione originale.
La scelta del Castello di Wewelsburg fu tutto fuorché arbitraria. Nicholas Goodrick-Clarke [1] riporta:
Durante la campagna elettorale nazista del gennaio 1933 Himmler viaggió attraverso la Westfalia acquistando una sua prima familiaritá con la ‘la terra di Hermann e Widukind’. La mitica atmosfera della foresta di Teutoburgo, una salita all’ Hermannsdenkmal avvolto nella nebbia, e il romantico castello di Greveburg, dove il partito del Führer trascorse la notte, impressionarono Himmler profondamente e lo portarono a considerare l’acquisto di un castello in quest’area per gli scopi delle SS.
Dopo che altri due castelli furono presi in considerazione nel corso dell’anno, Himmler visitó Wewelsburg con i membri del suo Staff
il 3 novembre 1933 e prese la sua decisione quella sera stessa. Dopo un ulteriore sopralluogo in aprile, il castello fu ufficialmente posto sotto il controllo delle SS nell’agosto 1934.
Wewelsburg inizió la sua nuova carriera come museo e collegio degli ufficiali SS per l’educazione ideologica all’interno dell’Ufficio principale per la Razza e l’Insediamento, ma fu successivamente posto sotto il controllo diretto dello staff personale del Reichsfürhrer-SS nel febbraio 1935.
Questo trasferimento rifletteva l’importanza crescente del castello di Himmler e l’incubazione di questo piano per un castello dell’ordine SS comparabile a ció che Marienburg fu nel medioevo per i Cavalieri Teutonici.
L’impeto per questa mutata concezione di Wewelsburg venne quasi certamente da Wiligut che aveva accompagnato Himmler nelle sue visite alla costruzione. Wiligut profetizzó che il castello era destinato a diventare un magico baluardo germanico in un futuro conflitto tra Europa ed Asia. Questa idea era basata su di un’antica leggenda della Westfalia che aveva trovato un’esposizione romantica in un poema del diciannovesimo secolo.
L’immagine del Sole Nero emergeva dalla pavimentazione della Führersaal (= “Sala del Capo”) nel castello di Wewelsburg, composta da un marmo verde scuro su di uno sfondo grigio. Alcuni scrittori affermano che esso fu giá trovato incastonato fra le piastrelle mentre altri suggeriscono che fu Himmler che lo fece inserire nel disegno della pavimentazione. L’interpretazione SS di questo simbolo ed il suo uso nel cerimoniale religioso non é a oggi ben compresa. Comunque é ragionevole supporre che se l’interpretazione in effetti derivó da Wiligut la Teosofia allora doveva aver influenzato pesantemente tali idee.
La concezione teosofica rimanda all’idea di un ‘sole invisibile’ attorno al quale si ipotizza il Tutto compia la sua rivoluzione. Wiligut sviluppó questo concetto con quello di una stella estinta che avrebbe un tempo brillato sopra la mitica terra Iperborea. I raggi di questa stella non-morta, egli credeva, ancora energizzavano l’anima ariana.
E’ interessante sapere che un’identica rappresentazione dello Schwartzsonne di Wewelsburg puó essere rintracciata come pittura murale in un bunker militare della Seconda Guerra mondiale ad Amburgo al di sotto di una statua di Bismark. Le sue origini sono ignote.
Noi possiamo vedere lo Schwartzsonne in due modi: sia (1) come un anello composto di dodici Sig rune sia (2) come tre fyrfos sovvrapposti. Se si contempla il simbolismo da entrambe le prospettive in ogni caso si scoprirá che queste due interpretazioni separate condurranno a delle conclusioni complementari.
Il primo modo nel quale possiamo considerare lo Schwarzesonne é come un anello di 12 rune Sig disposte a ruota cosí da apparire come raggi solari. 12 é il numero della runa Tyr. Per una interpretazione di questa torniamo a Kummer:

“La Runa t, Tyr, é la Runa della buona sorte, della vittoria spirituale, della rinascita, della creazione ma anche della distruzione e dell’eterno cambiamento; Thor, Tyr, Tiu, Zir, Teut. E’ la Runa dei Teut = Teut-ons = Deut-sch [Tedeschi]. Indica un occultamento, un travestimento; inoltre al suo interno opera la legge dei Tre: Nascere-Essere-Morire per poi Rinascere – di conseguenza il ruotare, la torsione, lo sforzo costante verso l’alto. Tyr, il Terzo, il triplice potere. La corrente spiraliforme, il ritmo cosmico; la freccia e la punta di lancia nella forma della Runa Tyr.”
Kummer ci informa poi a riguardo della Runa Sig:

“La runa s, Sig, Sal, Sol, la runa del potere solare, della vittoria [Sieg], Sal e Sig = Benessere e vittoria; della Luce, di ció che é Sano, dell’anima, dell’accensione, illuminazione; Sig = la luce del Sole, il Settimo (capo dell’assemblea), il clan di coloro che sono di uno stesso sangue. La Runa Sig é la runa del combattente e del vincitore; procura la vittoria e rende il nemico codardo, debole e impotente. Il valore numerico é 11.”
La chiave runica per la runa S é “colei che guida”.
Se moltiplichiamo il valore numerico di Sig (11) per il numero di rune Sig che formano il disegno del Sole Nero (12), otteniamo il risultato di 132. Potremmo esaminare ciascuna delle unitá che compongono 132 ma dobbiamo anche ridurre questo valore 6. Vediamo dunque come questi numeri e le loro corrispondenze runiche modificano la nostra visione:
1 é il numero della runa Fa. Di nuovo Kummer:

“La runa f, fa, Fa-tor = Father; generazione nello Spirito e nella Materia, accendere un fuoco, forza magica suscitata dal fuoco che plasma ogni cosa; l’eterno ritorno del Fa-tor – puro Amore che costantemente opera in modo creativo.”
3 é il numero di Thorn:

“La runa th, Thor; thurs, thorn. Thorn é Volontá e Azione. Donar = Don-Aar, il Sole che canta, il tuono, il martello di Thor. La Spina del Fato, la Spina della Vita ma anche quella della Morte che conduce alla rinascita; nessuna Vita senza Morte, nessuna Morte senza Vita. La Bella addormentata, colei che é risvegliata dalla Spina della Vita. Il Cancello (Il cancello d’oro ed il cancello della sfortuna dei racconti popolari.)”
2 é il numero della runa Ur:

“La runa u, ur [primigenio, originale], Runa del fuoco primo, creazione originale, nascita primeva, Spirito primevo, conoscenza primeva, prima luce, posizione originale, prima causa, eternità originale, tempo primevo, origine, scrittura dei primordi, giudizio [or-dalia], ba-se primeva, madre originale, la Norna Urda, Uranus, primo sorgere, primo essere, primo morire. L’origine di ogni manifestazione è Ur - Ur del Tutto, Ur della Terra. Urn.”
E se riuniamo tutte queste riducendo 132 a 6 noi otteniamo Ka:

“La runa k, è la runa di Causa ed Effetto, della giustizia poetica. Il suo suono, k, denota abilità spirituale e fisica, curare, l’arte [Kunst], coloro che possono, re, regina, Kun, Kano, la canoa come simbolo femminino; Arkona, Colei che conosce, la Norna. Kala, il segreto della Sapienza tradizionale. Ka, la Runa della pura e consapevole generazione e moltiplicazione razziale.”
L’implicazione di questo simbolismo è che l’anima germanica sorge vittoriosa. Il nostro völk viene sanato – spiritualmente parlando – dopo secoli di dominio straniero che ha condotto alla nostra propria distruzione e autopersecuzione. Se una certa quantità di rabbia e di reazione estrema è inevitabile alla fine la nostra gente si dimostra vigorosa. La nostra triuwa [fedeltà in antico germanico ndT] risvegliata non è la medesima dei nostri antenati (Os) ma è equivalente nel suo dinamismo e scopo.
Un altro modo di concepire questo emblema è di vederlo come tre fyrfoßen (swastike) sovrapposte l’una sull’altra. 3 è un “numero sacro” che è grandemente rappresentato nel bagaglio mitologico del paganesimo. Esso reappresenta il coronamento o l’impulso vitale di un processo. La completezza nel sapere mitico è caratterizzata in un numero di profondi esempi: i 3 progenitori dei 3 clan divini: Wuotan, Willo e Wih che fanno da capostipite per gli Ensi, i Wanen e gli Alpâ rispettivamente; le tre radici visibili dell’Irminsul che toccano Urdabrunno, Huergelmer and Mîmesbrunno.
Anche le antiche forme poetiche erano spesso basate su triplette. Senza dimenticare naturalmente il fondamentale principio armanico del triplice processo ciclico, “Nascere-Essere-Morire per una nuova Nascita,”, rappresentano la chiave dell’evoluzione sia dell’individuo che dell’unità etnica.
Vi sono tre fyrfoßen per rappresentatre i tre cicli del sorgere, essere e morire/risorgere nuovamente.
Il fyrfoß, naturalmente,è una variante della runa Gibor. Di Gibor Kummer afferma:

“La runa g, Gibor, Ge, Gea, Geo = Terra, Dio, dono, donatore, Gibor – la Runa che rappresenta il Fyrfos, lo swastika, il fuoco di Amore, costante ri-creazione ed eterna rinascita. Giborallar, l’altare del Padre-Tutto [All-Father nel testo ndT], Colui che dona; la Runa che dà, nella quale è contenuta la croce-Mal [il "segna-tempo"], l’incrocio, il matrimonio di due Sè, di due poteri. Gibur è l’Eterno nei cuori degli uomini. Gibur Arahari! =Uomo, sii uno con Dio! -o- Dacci il potere primevo, Anima del Sole, Arahari! Valore numerico 18.”
Se noi moltiplichiamo 18 (il valore di Gibor) per 3, il cui simbolismo è stato discusso sopra, (per ciascun fyrfoß) otterremo 54.
5 è Rit:

“La Runa r, Rit; consiglio [rede], ruota [flarf], rosso, rita, rota – sacro, invulnerabile, innata Rettitudine. Ritmo cosmico, sussurrare, furoreggiare, oscillare, sfregare, strusciare, etc. Il Salvatore [Rei-ier], il Giusto, Colui che cavalca [Cavaliere], l’Eroe [Recke], Ararita, la Legge, il simbolo del All-Rite. La Runa della Rettitudine e Integrità.”
4 è la runa Os.

“La Runa o, Os; Est, Easter, Ostara, la dea della Primavera. Os è la runa della parola spirituale, del potere, del linguaggio; attraverso la rigenerazione spirituale, ogni forza negativa può essere trascesa. Os = ventre, Osrun che concepisce-ciò che è concepito dallo Spirito e Amore diviene realtà.”
OS è l’unica runa nel Futharkh con una forma alternativa. La forma alternativa di Os è Othil la quale mentre rappresenta gli stessi principi generali, porta un’enfasi più forte sull’ eredità ed il retaggio.
54 > 9 che corrisponde alla runa Is, Kummer descrive Is:

“La runa i…indica il Nove magico della completezza. E’ la Runa del leader e del mago conscio, retto, intraprendente. Il suo simbolo è l’Asse del mondo, la colonna Irmin = Irminsul.”
Il 9 stesso è il più sacro dei numeri. Allo stesso tempo in cui trasforma ogni cosa che tocca esso rimane costante in sè stesso. Questo numero, come il 3, è anche ben rappresentato nella mitologia: i 9 mondi; Wuotan che pende dall’Irminsul per 9 notti e ritorna con 9 carmi prodigiosi; le 9 madri di Heimo…
Quindi seguendo questa rotta interpretativa, lo Schwarzesonne rappresenta la riunione dell’anima umana con il divino, l’accettazione religiosa/cerimoniale della nostra eredità ancestrale, mettendoci in sintonia con le vie del götter [divino ndT] che ci è proprio. La nostra triuwa risvegliata è costruita su un fondamento di scambio reciproco e accoglienza con i nostri dei ancestrali. Il Sole Nero agisce alla pari di un talismano che lavora per la vittoria della psiche germanica. Certo, questo proposito venne grandemente distorto dall’ oscurantismo dell’etica nazista quando le SS presero il controllo del Castello di Wewelsburg nel gennaio del 1939. I nazisti associarono il glifo con strane teorie sull’Atlantide ed il suo supposto linguaggio chiamato “Vril”.
Oggi noi possiamo reclamare questo simbolo per ciò per cui venne inteso – forse in una anche più illuminata interpretazione, dato che le nostre menti nono sono influenzate dalle varie correnti religiose, sociali e politiche della Germania dell’anteguerra. Questo simbolo rappresenta lo spirito del Risveglio, la continuazione del lavoro che prese forma durante il revival germanico nel quale il simbolo stesso fu concepito.
La nozione di un tale cambiamento profondo è direttamente in relazione con l’idea di autorealizzazione. Nella sua quest spirituale, il cercatore lotta per la propria evoluzione attraverso il cambiamento, spesso egli incontrerà situazioni trasformative che causeranno questi drammatici effetti. Di questi tempi la sfida può accompagnarsi da una combinazione di speranza e timore – le stesse emozioni che possiamo immaginare i nostri altmâgâ [2] provassero vedendo un’eclissi solare. Al pari di un’eclisse però lo Schwarzesonne non è un’esperienza individuale ma una condivisa all’interno della totalità di un völk.
La forma del Sole Nero così come l’uso delle dodici rune Sig, dimostra graficamente la gloria del Risveglio sull’anima germanica, spandendo la sua grandezza sulla nostra gente. Questo significato è echeggiato dall’interpretazione alternativa delle tre rune Gibor sovrapposte.
Hail götter!
Hail völk!
Hail Risveglio!
[1] Goodrick-Clarke The Occult Roots of Nazism: Secret Aryan Cults and Their Influence on Nazi Ideology New York University Press ©1992
[2] OHG “antenati”

E’ nell’Italia di Mussolini dove si reincarna nel nostro tempo l’Archetipo dell’Imperatore, che, a sua volta, lo fu nei faraoni dell’Egitto, nei Maharaja dell’India, negli eroi guerrieri germani, nei Siddha iperborei, negli Incas, negli Atumaruna, negli Imperatori romani e nel Papa. E’ il mistero dell’archetipo, qualcosa come un’idea esteriore, aliena, che giunge e utilizza un essere umano, o vari alla volta, arrivando a preservarsi in un Inconscio Collettivo, che a volte si rende “conscio collettivo”, grazie al sacrificio di quell’uomo che è stati posseduto e che, nella massima trance, o quando parla ex catedra, si riferisce a sé stesso non più come “io”, ma come “Noi”. E dice: “Noi, il Papa”, volendo affermare che lui e l’archetipo sono uno e che parla per tutti…
Fu l’incarnazione del Duce in Mussolini quella che rese possibile molte altre. Così, vediamo apparire guide come Codreanu, Plinio Salgado, Oliveira Salazar, Primo de Rivera, Ledesma Ramos, e finanche Jorge Gonzales Von Marees. Quando tutti questi “capi” hanno compiuto la loro missione o, per meglio dire, quando l’Archetipo ha realizzato la sua, qui nella terra, consumando il suo compito, le guide secondarie restano senza energia, per così dire, senza un possibile destino, e si perdono o finiscono come orme vacue e, a volte, pietose come nel caso di Von Marees.
Abbiamo detto che l’Archetipo è come l’idea platonica che sembra ruotare nell’atmosfera della terra e che viene appresa dall’inconscio collettivo degli esseri umani, grazie al “sacrificio” di uno di loro, che si è reso meritevole per i suoi geni, o il suo karma, di essere posseduto. Non è difficile capire che è stato in Germania dove l’Archetipo del Führer acquisisce un’esistenza e dimensione superiori, per la purezza della razza che fece sì che la “memoria del sangue” si risvegliasse con forza inusitata, galvanizzando tutto un popolo, che passò a sentirsi interpretato in ognuna delle parole del suo Führer e fu disposto a seguirle sino alla fine.
Precisamente in Germania, dove da secoli si pretendeva intervenire nella biologia umana, fu dove una minoranza giunse ad attivare l’emisfero destro del cervello e risuscitare il Superuomo.
L’incarnazione di una Idea Archetipica rese possibile e necessaria, inoltre, l’apparizione e presenza dell’Avatara; ossia, di un Dio, di una Divinità: di Vishnu, di Osiride, di Wotan, di Kalki, che verrà a chiudere un ciclo sulla terra, “in groppa ad un Cavallo Bianco”.
***
Ed è qui che l’ultima Grande Guerra non fu più una guerra di questo mondo. Fu qualcosa di immenso, definitivo, e così intendendolo ci siamo donati alla lotta, sino alla fine di tutto.
E fu un Uomo, Adolf Hitler, che resistette nel suo corpo, nel suo cervello e nel suo cuore, al dramma immenso di essere controllato e diretto da due poteri che aspiravano a soluzioni distinte: l’Archetipo del Führer, che cercava di vincere la Guerra qui, materialmente, e l’Avatara, che aspirava a vincere perdendo, in ogni modo a proiettare il suo Trionfo all’Universo intero.
[tratto da Maya La Realidad es una Ilusion, Miguel Serrano]
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